Ciò che fondamentalmente mancava alla nostra storia, era la presenza di un background forte che reggesse le nostre scelte, le realtà riportate, i personaggi ed il mondo che li circonda. Era quindi necessario costruire una back-story per ogni personaggio.

Essendo un corto di fantascienza, il contesto descritto non fa parte di un immaginario collettivo e per questo andava introdotto e motivato cinematograficamente. Facendo in questo modo e quindi dando delle spiegazioni a noi stessi di quello che inserivamo, avremmo potuto costruire una solida base sulla quale tirare un filo narrativo anche semplice ma con un buon conflitto e soprattutto composto secondo i principi sequenziali della narrazione: “equilibrio, squilibrio ed equilibrio”.
Ci siamo preparati a rimettere tutto in discussione. Infatti, seguendo la strada della costruzione di uno “sfondo-guida”, molte delle scelte fatte precedentemente non erano più giustificabili: andavano ripensate intere sequenze, ma anche i personaggi. La situazione si stava complicando e dalla sceneggiatura di un cortometraggio siamo inevitabilmente finiti nel comporre una storia ben più lunga, un mediometraggio di circa trenta scene. Tuttavia adesso la sceneggiatura riscuoteva molto più successo.

Inizialmente abbiamo individuato i punti utili per ricostruire “un mondo fabula”, questi riassumevano e andavano a formare una nuova storia.

Cercavamo comunque di mantenere i personaggi individuati dalle prime versioni e conservare anche le loro caratteristiche principali all’interno della vicenda. Inevitabilmente era necessario inserirne di nuovi e dare loro una nuova interazione con gli altri già presenti.

Dopo questo processo strutturale abbiamo iniziato a mettere le mani su un nuovo intreccio narrativo, sempre restando fedeli alle idee di base ma pensando a nuovi sviluppi e nuove vicende.

Era fin troppo chiaro che se prima era complesso, ma ancora possibile, realizzare l’intero corto formato da poco più di dieci scene, ora sarebbe diventato impossibile, sia per motivi di tempo ma soprattutto per mancanza di fondi necessari, .

A questo punto, la soluzione migliore in vista di un progetto di tesi e con l’ipotesi di un probabile utilizzo futuro, era quella di procedere con la realizzazione della prima scena, come premiere autoprodotta che potesse fare da introduzione al racconto.

Ovviamente, in questo modo, non c’èra la possibilità di presentare tutti i vari aspetti della storia o tantomeno toccare alcune tematiche fondamentali, ma l’obbiettivo era quello di introdurre lo stile registico ed incuriosire il futuro lettore dell’intera sceneggiatura.

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